LE BASI DEL DIRITTO CANONICO FELICIANI PDF

Le leggi delLa Chiesa 1. Unit e pluralismo 2. Diritto universale e diritto particolare 3. Il diritto della cristianit 4. Verso la codificazione del diritto della Chiesa cattolica 5.

Author:Kazilkis Shakataur
Country:Estonia
Language:English (Spanish)
Genre:Career
Published (Last):24 October 2013
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Le leggi delLa Chiesa 1. Unit e pluralismo 2. Diritto universale e diritto particolare 3. Il diritto della cristianit 4. Verso la codificazione del diritto della Chiesa cattolica 5. Il processo di codificazione 6. Il Codice di diritto canonico del 7. Il Codice delle Chiese orientali 8. I principi del Concilio Vaticano II 9. Verso una nuova legislazione Il Codice del Il Codice dei canoni delle Chiese orientali La produzione del diritto II. La legge nella Chiesa 1.

Diritto e teologia 2. Autorit divina e autorit ecclesiastica 3. Certezza del diritto ed esigenze di giustizia III. I poteri 1. Sistema gerarchico e organizzazione ecclesiastica 2. Il primato pontificio 4. Organi centrali di governo 5. Il collegio episcopale 6. Collegialit e primato 7. Esercizio congiunto del ministero episcopale 8. Il governo della Chiesa particolare 9. Il clero diocesano I diaconi Gli altri ministri IV. I fedeli nella Chiesa 1. Lo status di fedele 2.

La questione dei diritti fondamentali 3. Lelenco dei diritti e dei doveri 4. Il diritto di associazione 5. Lautonomia privata 6. Limiti e sanzioni 7. I chierici 8. I laici 9. La vita matrimoniale La vita consacrata I non battezzati Grazie a questa universalit o cattolicit le singole parti portano propri doni alle altre parti e a tutta la Chiesa, e cos il tutto e le singole parti sono rafforzate, comunicando ognuna con le altre e concordemente operando per la pienezza nellunit. In tal modo: si riconosce la legittimit dellesistenza, nellunica Chiesa universale, delle Chiese particolari, presiedute dai singoli vescovi e dotate di propria cultura e di proprie tradizioni; si riafferma, al contempo, lautorit del vescovo di Roma che presiede alla comunione universale di carit, tutela le variet legittime, e insieme veglia affinch ci che particolare, non nuoccia allunit, ma la serva.

Alla luce di questa dottrina, enunciata nella costituzione conciliare Lumen gentium, si comprende il valore e il significato dellunit e variet del diritto canonico che costituisce la struttura giuridica del popolo di Dio.

Tale diritto ha un carattere, un contenuto e unefficacia universali, abbracciando le genti pi disparate. Esso, pur restando immutabile nelle sue strutture fondamentali e nei suoi principi basilari, si rivela dotato di uneccezionale capacit di adattamento alle diverse circostanze e necessit: ogni comunit ecclesiale ha norme peculiari dirette a derogare o integrare quelle riguardanti tutta la cattolicit.

Il pluralismo disciplinare si dimostra in modo particolarmente evidente nelle differenze esistenti tra: - Chiesa latina - Chiese orientali cattoliche. Precisazioni: nei primi secoli della Chiesa, il governo delle varie comunit cristiane faceva capo non solo a Roma, ma anche ad altre sedi patriarcali collocate in Oriente.

In seguito, il patriarcato di Roma o dOccidente coincidente con la Chiesa latina e comprendente la stragrande maggioranza dei fedeli cattolici si diffuse in tutta Europa e negli altri continenti, mentre le comunit di Oriente se ne separarono dando vita a Chiese autonome.

Alcune di queste, con il volgere dei secoli, hanno ritrovato lunit con Roma, che ne ha rispettato le diverse tradizioni. Attualmente si contano 22 Chiese orientali cattoliche, dotate di propri riti liturgici, propria disciplina e propria gerarchia, e raggruppate intorno ai 5 riti orientali pi antichi.

Il Concilio Vaticano II ne ha sancito anche il diritto e il dovere di governarsi secondo le proprie discipline particolari. NB: nel presente studio con il termine Chiesa si intende la Chiesa cattolica, che si distingue dalle altre confessioni cristiane per numerosi fattori di carattere dottrinale e disciplinare es.

La precisazione si impone in quanto anche altre Chiese cristiane sono dotate di un diritto proprio che non costituisce oggetto della presente trattazione, esclusivamente dedicata al diritto della Chiesa cattolica e, pi specificamente, della Chiesa latina. Le leggi universali sono emanate: - dal pontefice, che esercita sempre liberamente la sua potest, - dal collegio di tutti i vescovi, che pu agire previo il consenso dello stesso pontefice; s che il concilio ecumenico che costituisce il modo solenne di esercizio del potere proprio del collegio episcopale viene convocato e presieduto dal papa che provvede anche a confermarne le deliberazioni.

Questa molteplicit di fonti pone il problema della loro gerarchia, che nella disciplina canonica vigente determinata esclusivamente dalla diversa autorit dei vari legislatori. Gerarchia: I. Il diritto particolare svolge un ruolo importante nella vita della Chiesa: da un lato assicura una precisa ed efficace applicazione della legislazione universale, specificandola, completandola e adattandola in funzione delle esigenze concretamente poste dalle diverse circostanze, dallaltro fattore talmente rilevante di sviluppo e di evoluzione di tutto lordinamento che molte norme e istituti di carattere universale sono nati in sede locale, soprattutto ad opera dei concili particolari.

NB: non si pu, quindi, contrapporre diritto particolare e diritto universale: lo spirito e la struttura dellordinamento canonico esigono che questi due diritti vivano in un rapporto di continua simbiosi che consenta un costruttivo interscambio e unefficace comunicazione reciproca.

Lequilibrio tra lunit del sistema giuridico e il pluralismo disciplinare non determinato una volta per tutte da principi astratti e immutabili, ma condizionato dalla concreta situazione della comunit a sua volta influenzata delle vicende della societ civile la quale, in funzione delle tendenze che si manifestano nelle diverse epoche storiche, ora favorisce lo sviluppo delle legislazioni locali, ora porta ad accentuare la funzione del diritto universale.

In particolare, mentre nei secoli immediatamente precedenti il Concilio ecumenico Vaticano II si assiste ad un progressivo accentramento della vita ecclesiale, il Codice promulgato da Giovanni Paolo II nel consente maggiori spazi allautonomia delle singole diocesi e degli episcopati locali.

II Corpus iuris canonici si apre con il Decretum di Graziano o Concordia o Concordantia discordantium canonum in quanto il suo autore considerato come liniziatore della scienza canonistica e maestro di teologia a Bologna nella prima met del XII sec. Sulla base di una molteplicit di fonti dedotte dalla Sacra Scrittura, dai concili generali e particolari, dalle opere dei Padri, dalle lettere dei pontefici, da altri documenti ecclesiastici e dalle stesse leggi civili , Graziano identifica i problemi e ne prospetta la soluzione in asserzioni dicta suffragate dalla citazione di testi autorevoli auctoritates.

Lopera ha carattere privato e si articola in: distinzioni dedicate al diritto e alle sue fonti, ai chierici e alla loro ordinazione; 36 cause relative alle pi varie materie es. Il Decretum venne adottato da subito come manuale, prima a Bologna e poi nelle altre universit del tempo, determinando intorno allo studio del diritto canonico un vasto interesse che si riflette anche sullattivit legislativa.

Infatti, a partire dalla seconda meta del XII sec. II problema organicamente affrontato da Gregorio IX che affida a Raimondo di Penafort il compito di riunirle in modo rispondente ai bisogni del tempo, espungendo i testi simili, inutili o contraddittori, modificando le fonti l dove necessario e integrandole opportunamente con nuove decretali da emanarsi appositamente.

La collezione delle decretali di Gregorio IX Decretales Gregorii IX, detta anche Liber Extra in quanto raccoglie i testi estranei alla Concordia grazianea : - suddivisa in 5 libri o giudice, o giudizio, o clero, o matrimonio, o delitto viene promulgata nel con la bolla Rex pacificus che ne sancisce il carattere autentico, attribuendole forza di legge per la Chiesa universale, ed esclusivo, vietando il ricorso a qualunque altra raccolta che non sia il Decretum di Graziano.

Lopera di Gregorio IX proseguita da Bonifacio VIII che nel promulga il Liber Sextus cos chiamato per sottolineare la continuit con i 5 libri del Liber Extra dove sono raccolti, - i decreti dei concili generali celebrati a Lione nel e nel , - le decretali successive al Lultima raccolta ufficiale compresa nel Corpus costituita dalle Clementinae, comprendenti quasi esclusivamente atti di Clemente V che, dopo una prima promulgazione ad opera di questo pontefice, sono riviste e promulgate da Giovanni XXII nel A differenza dei libri Extra e Sextus non hanno valore esclusivo in quanto, salvo che dispongano in senso a esse contrario, lasciano in vigore le decretali precedenti.

Carattere, poi, puramente privato hanno le due collezioni, pubblicate da Giovanni Chappuis nel e nel delle Extravagantes Ioannis XXII che riuniscono 20 decretali di questo pontefice e delle Extravagantes communes che raccolgono pi di 70 decretali dovute a vari papi da Urbano IV a Sisto IV Si avverte il desiderio di una certezza del diritto fondata prevalentemente su una legge scritta che assicuri unit di disciplina in tutta la Chiesa.

Le proposte di codificazione nascono dallesigenza di una maggior uniformit della legislazione ecclesiastica che, implicando necessariamente una limitazione del pluralismo disciplinare, si risolve in una riaffermazione dellunit della Chiesa universale rispetto alla diversit delle Chiese particolari.

In ogni caso, il progetto si scontra con latteggiamento sostanzialmente negativo prima delle commissioni preparatorie del Vaticano I, in larga parte composte da officiali della Curia romana , poi della congregazione istituita da Pio IX per lesame dei postulati, che, non senza incertezze e contraddizioni, decide di sottrarre largomento alle deliberazioni del concilio, proponendolo invece al pontefice in forma di umile domanda.

La sospensione del concilio e i pi urgenti problemi di carattere politico che la questione romana pone alla Santa Sede fanno s che la richiesta venga accantonata. Ricorda, quindi, come da pi parti si chieda, da tempo, che tutte le leggi della Chiesa siano raccolte in unit secondo un ordine chiaro, espungendo quelle abrogate e superate e adattando le altre alle condizioni dei tempi, e dichiara di approvare e accettare questi voti, istituendo per la realizzazione dellopera unapposita commissione cardinalizia e un collegio di consultori che si avvarranno della collaborazione dellepiscopato mondiale.

Il motu proprio resta nel vago circa il metodo da seguire; ogni dubbio in merito pero prontamente fugato dal segretario della commissione, Gasparri, che nella lettera inviata nellaprile alle universit cattoliche precisa che intenzione del pontefice provvedere a distribuire adeguatamente in canoni o articoli sul modello dei pi recenti codici statuali tutto il diritto canonico, curando, la raccolta di tutti quei documenti, pubblicati dopo le collezioni autentiche contenute nel Corpus, da cui essi siano desunti.

Questa lettera di Gasparri fornisce anche una prima indicazione circa la sistematica del Codice che si ispira fondamentalmente ai trattati di istituzioni di diritto canonico in uso nelle universit, dove, seguendo il modello delle istituzioni giustinianee, le materie sono ripartite in - persone, - cose - azioni.

Ulteriori precisazioni sono contenute nelle norme approvate dal pontefice nellaprile i1 Codice, redatto in lingua latina, conterr soltanto leggi disciplinari enunciate in canoni che il pi chiaramente, brevemente e fedelmente possibile riportino, nella sola parte dispositiva, quanto stabilito - dal Corpus, - dal Concilio di Trento, - dagli atti dei pontefici, - dai decreti delle congregazioni romane e dei tribunali ecclesiastici, tralasciando le norme abrogate o superate e innovando l dove opportuno o necessario.

La commissione, coordinata da Gasparri, che nel viene nominato cardinale, si mette al lavoro e nel in grado di inviare un primo progetto ai vescovi del mondo intero perch facciano pervenire le loro osservazioni. Il testo, adeguatamente rivisto, poi trasmesso per gli eventuali rilievi ai cardinali e ai prelati della Curia romana e infine, nel , i lavori della commissione possono considerarsi conclusi.

Durante la preparazione del Codice compaiono, come anticipazioni della nuova disciplina, molti atti legislativi. Tra i pi significativi vanno ricordati: - la costituzione Vacante Sede Apostolica, che innova la disciplina del conclave per lelezione del pontefice , - il decreto Ne temere, sulla forma di celebrazione del matrimonio , - la costituzione Sapienti consilio sul riordinamento della Curia romana Prima di tale anno i principali atti del pontefice e della Curia romana venivano inseriti negli Acta Sanctae Sedis 41 volumi comparsi tra il e i1 ; questa collezione aveva un valore puramente privato fino al quando Pio X ne sanc il carattere autentico e ufficiale.

Dal punto di vista formale il nuovo testo legislativo, entrato in vigore nel maggio , si compone di 2. Tutti i libri, sono ripartiti in titoli, spesso distinti in capitoli che, a loro volta, possono suddividersi in articoli.

A tutte queste suddivisioni sono premesse delle rubriche che enunciano sinteticamente largomento trattato e di cui sono privi solo alcuni canoni di carattere introduttivo, non ricompresi nei titoli.

Infine i singoli canoni, dotati di numerazione continua per tutto il codice, sono spesso suddivisi in paragrafi o in numeri. La sistematica adottata non si scosta molto da quella enunciata da Gasparri nella lettera alle universit cattoliche: - il primo libro, Normae generales, tratta delle leggi e della loro efficacia, della consuetudine, del computo del tempo, dei rescritti, privilegi e dispense; - il secondo, De personis, contiene la disciplina relativa ai chierici, ai religiosi, ai laici; - il terzo, De rebus, concerne i sacramenti, i luoghi e i tempi sacri, il culto divino, il magistero ecclesiastico, i benefici e gli altri istituti non collegiali, i beni temporali; - il quarto, De processibus, riguarda i giudizi, le cause di beatificazione e canonizzazione e alcuni procedimenti speciali riguardanti i chierici; - il quinto, De delictis et poenis, disciplina la materia penale.

Ai cinque libri fanno seguito alcune costituzioni pontificie, emanate in diverse epoche e riguardanti varie materie tra cui lelezione del pontefice. Il valore giuridico del Codice quello di una collezione - autentica: approvata e promulgata dal pontefice come supremo legislatore, - unica: tutte le disposizioni in esso contenute, sia che presentino carattere di novit sia che si limitino a ripetere lantica disciplina, hanno la stessa fonte di obbligatoriet e, di conseguenza, vanno considerate come emanate nello stesso momento.

Luniversalit del Codice non assoluta: esso riguarda solo la Chiesa latina. Circa, poi, la sua esclusivit: nonostante i propositi enunciati nel motu proprio Arduurn sane munus, il Codice non raccoglie luniversum ius poich da un lato non comprende le leggi liturgiche e dallaltro non abroga gli accordi della Santa Sede con le varie nazioni convenzioni, concordati , lasciando intatti anche i diritti acquisiti e i privilegi disposti dalla Santa Sede e ancora in uso.

Sono, infine, tollerate le consuetudini contrarie centenarie o immemorabili non espressamente riprovate e non abolite. A parte queste eccezioni, tutte le leggi sia universali sia particolari, contrarie alla disciplina del Codice, vengono abrogate salvo diversa disposizione. Circa lopera realizzata da Gasparri, diverse sono le opinioni manifestate in merito.

Si pu affermare che ad una quasi unanime valutazione largamente positiva si andata gradualmente sostituendo una pi meditata riflessione che ha portato alla formulazione di vari e significativi rilievi.

Una prima osservazione che bench il cardinal Gasparri nella sua prefazione collochi il Codice nella grande linea delle collezioni canoniche dei secoli precedenti, questa tesi non appare sostenibile: il Codice conserva nella sua sostanza gran parte del diritto precedente, ma esso costituisce unassoluta novit nella storia della Chiesa, che non aveva mai conosciuto una legislazione che assorbisse, in modo pressoch totale, la disciplina precedente, abolendo formalmente tutte le collezioni anteriori.

Questa rigida separazione tra storia e diritto vigente dovuta alla stessa impostazione metodologica del Codice che, abbandonando il sistema tradizionale delle collezioni, si ispira a quelle teorie che, privilegiando i concetti giuridici e le formule astratte sulla concretezza della vita sociale e delle vicende storiche, avevano determinato in molti paesi il processo di codificazione.

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