EDGAR ALLAN POE IL CUORE RIVELATORE PDF

Quel pallido occhio azzurro coperto di una pellicola lo terrorizza e scatena in lui la pazzia, una lucida follia. La malattia ha acuito i miei sensi, ma non li ha distrutti, non li ha soffocati. Udivo tutte le cose del cielo e della terra. Scopo non ne avevo. Odio neppure.

Author:Dataxe Vile
Country:Suriname
Language:English (Spanish)
Genre:Literature
Published (Last):21 January 2017
Pages:231
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ISBN:950-1-29858-883-9
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Quel pallido occhio azzurro coperto di una pellicola lo terrorizza e scatena in lui la pazzia, una lucida follia. La malattia ha acuito i miei sensi, ma non li ha distrutti, non li ha soffocati. Udivo tutte le cose del cielo e della terra. Scopo non ne avevo. Odio neppure. Volevo bene al vecchio. Non mi aveva mai fatto del male. Non mi aveva mai insultato. Non desideravo il suo oro. Credo fosse il suo occhio! Voi mi credete pazzo, ma i pazzi non capiscono nulla, mentre avreste dovuto vedere me.

Lo muovevo lentamente, in modo da non disturbare il sonno del vecchio. Un pazzo avrebbe agito con altrettanta avvedutezza? E ogni mattina, quando il giorno spuntava, entravo baldanzosamente nella stanza e gli parlavo con audacia, chiamandolo per nome in tono cordiale, e gli chiedevo come avesse trascorso la notte.

Stentavo a trattenere la mia sensazione di trionfo. Era sempre a sedere sul letto in ascolto… esattamente come avevo fatto io, notte per notte, mentre ascoltavo gli orologi della morte rintoccare sulla parete. Infine avvertii un gemito sommesso, e compresi che era un gemito di terrore mortale.

Ripeto che lo conoscevo bene. Da quel momento i suoi timori non avevano fatto che crescere entro di lui. Doveva aver tentato di giudicarli senza motivo, ma non gli era stato possibile. Dopo aver aspettato a lungo, con infinita pazienza, senza averlo udito riadagiarsi, decisi di socchiudere, oh, appena appena, una sottilissima fenditura nella lanterna.

Era aperto, tutto aperto, completamente spalancato, e nel fissarlo la furia mi invase. Anche quel suono, conoscevo. Era il battito del cuore del vecchio. Ma anche allora mi trattenni e rimasi immobile. Respiravo appena. Tenevo la lanterna ferma. Frattanto il tam-tam infernale del cuore aumentava. Il terrore del vecchio deve essere stato infinito! Aumentava, ripeto, a ogni istante! Mi seguite bene? E tuttavia per altri lunghi minuti mi trattenni e restai immobile.

Ma il battito cresceva, cresceva! Mi parve che il cuore dovesse scoppiare. Ed ecco che una nuova angoscia mi strinse: il rumore sarebbe stato inteso da qualche vicino! Con un urlo insano feci scattare lo schermo della lanterna e balzai nella stanza. Immediatamente lo buttai a terra e gli gettai addosso il letto pesante. Il vecchio era morto. Sollevai il letto ed esaminai il cadavere.

Posai una mano sul cuore e ve la tenni per lunghi minuti. Non avvertii pulsazione alcuna. Il vecchio era morto stecchito. La notte trascolorava rapidamente e io lavoravo in fretta e in silenzio. Per prima cosa smembrai il corpo, gli spiccai il capo, le braccia e le gambe. Divelsi quindi tre assi del pavimento della stanza e posai ogni cosa fra i travicelli.

Ero stato troppo guardingo per cadere in un simile errore. Avevo raccolto tutto in un mastello… Ah! Quando ebbi sbrigata la mia bisogna, erano le quattro del mattino; ma ogni cosa era ancora avvolta nelle tenebre come a mezzanotte. Scesi ad aprire col cuore leggero: infatti che cosa avevo da temere, ormai? Entrarono tre uomini che si presentarono con perfetta gentilezza come funzionari di polizia. Sorrisi: che cosa avevo da temere, infatti?

Pregai gli uomini di accomodarsi. In quanto al vecchio era partito per la campagna. Feci fare ai poliziotti il giro della casa. Li esortai a cercare, a cercare bene. Infine li condussi nella sua stanza. Mostrai loro i suoi tesori, che erano in ordine e al sicuro. I funzionari erano soddisfatti. I miei modi li avevano convinti. Io ero straordinariamente calmo. Gli uomini sedevano, e mentre io rispondevo animatamente, essi discorrevano di argomenti familiari.

Ma in breve mi sentii impallidire e cominciai a desiderare in cuor mio che se ne andassero. La testa mi doleva e mi sembrava che le orecchie mi rintronassero. Ma gli uomini seguitarono a sedere e a chiacchierare. Nondimeno il rumore aumentava, e cosa potevo fare? Ansimai: mi sentivo il fiato mozzo; e tuttavia i poliziotti non lo avevano avvertito. Mi alzai e presi a discutere di sciocchezze, in tono di voce altissimo e gesticolando violentemente, ma il rumore cresceva implacabile.

Incominciai a passeggiare innanzi e indietro a lunghi passi, quasi che i discorsi di quegli uomini mi avessero infuriato, ma il rumore cresceva, cresceva sempre. Oh, Dio! Che cosa potevo fare?

Schiumavo, vaneggiavo, bestemmiavo! Volsi di scatto la seggiola su cui mi ero messo a sedere, la trascinai sulle tavole, ma il rumore copriva ogni cosa aumentando continuamente. E tuttavia gli uomini seguitavano a discorrere piacevolmente, e sorridevano. Era mai possibile che non udissero? Dio onnipotente! No, no! Certo che lo udivano! Si beffavano della mia disperazione! Questo pensai, e questo penso. Compresi che dovevo urlare o altrimenti sarei morto!

Ed ecco, ancora! Confesso il delitto! Togliete quelle tavole! Qui, qui! Non fa parte forse di certe forme di ossessione un tale allucinato puntiglio? Il narratore per prima cosa nega di essere pazzo e noi lettori dobbiamo supporre che qualcuno lo abbia definito tale o che lui pensi che dopo il suo racconto possiamo considerarlo tale, o che egli stesso abbia, in fondo, il dubbio di esserlo.

Un occhio che lo scruta, che gli legge dentro. Un occhio, forse, che vede quel che si cela dentro la sua anima oscura. Il ritmo della narrazione ha un ruolo centrale. Solo lui, infatti, ode il battito del cuore, non i funzionari di polizia che svolgono le indagini e lo interrogano. Sono presenti analessi flashback o prolessi flashforward.

Quali indizi fanno pensare che non sono questi dati esterni la causa vera della sue reazioni? Le ragioni da lui addotte sono sufficienti per ritenere che egli non sia pazzo?

DIATERMIA CAPACITIVA PDF

Il cuore rivelatore, un racconto di Edgar Allan Poe

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Il Cuore Rivelatore – Edgar Allan Poe

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